Il futuro della sanità. Al via Forward, dalla Ebm ai Big Data

Il futuro della sanità. Al via Forward, dalla Ebm ai Big Data

Il futuro della sanità. Al via Forward, dalla Ebm ai Big Data
Il progetto nasce come per iniziativa di Recenti Progressi in Medicina, rivista mensile fondata nel 1946. L'obiettivo del profetto è quello di approfondire ciò che sarà attuale nel prossimo futuro. Forward concentra dunque la propria attenzione su temi emergenti. Il coordinamento scientifico del progetto è del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio (DEP).

In che direzione si muove la sanità? Quale sarà la sua evoluzione? Di quali temi discuteremo nei prossimi anni? A giudicare da quanto sta accadendo nel dibattito presidenziale statunitense, le questioni legate all’innovazione, al valore e, soprattutto, alla centralità della persona nell’assistenza sanitaria avranno un’importanza centrale.

Per confrontarsi con le nuove sfide è nato il progetto Forward. Ha un obiettivo principale: riflettere e approfondire ciò che sarà attuale nel prossimo futuro. Il progetto nasce come per iniziativa di Recenti Progressi in Medicina, rivista mensile fondata nel 1946 e indicizzata sulle principali banche dati bibliografiche, e ha il supporto scientifico del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio.
 
Forward concentra dunque la propria attenzione su temi emergenti. Tra questi, e solo a titolo di esempio: la definizione di valore per la salute e il ruolo dei valori nel percorso della evidence-based medicine; l’applicazione dei Big Data in sanità e per la salute; la tecnologia e il controllo sugli stili di vita e sui parametri vitali. Presta particolare attenzione alla comunicazione per immagini: video, gallerie fotografiche, infografiche, timeline. La scelta dei formati è volta a dare valore alle migliori informazioni disponibili, mettendo a confronto punti di vista diversi: di medici, pazienti, ricercatori e cittadini.

Il primo atto del nuovo progetto è centrato sulla Medicina di precisione. “Ci troviamo di fronte a qualcosa che condizionerà, con luci ed ombre, il nuovo modo di vedere le innovazioni terapeutiche – spiega l’Editor scientifico del progetto, Antonio Addis del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio -. E’ un paradigma realmente nuovo? Se il tutto può essere riassunto come la terapia giusta, al paziente che realmente ne ha bisogno, nel giusto momento, stiamo semplicemente parlando di appropriatezza? Potrebbe trattarsi di un’ottima occasione per ripensare a come coinvolgere direttamente il paziente nello sviluppo delle tecnologie, e come comunicare la complessità delle cure al singolo. Occorre valutare se sono necessari nuovi metodi di studio che rispondano al bisogno «personale» di cura con conoscenze trasferibili. Non si tratta della contrapposizione con la medicina basata sulle evidenze e del superamento del primato degli studi clinici randomizzati. Così come non può valere come salto a piè pari della prevenzione e di approcci di cura fino ad oggi utilizzati in sanità pubblica. In questo ambito potremmo imparare molto dalle malattie rare, fino ad oggi orfane di ricerca per trasferire una risposta di cura individualizzata all’intero sistema in modo sostenibile. Anche il modello regolatorio dovrà tener conto del nuovo scenario ed attrezzarsi per tempo”.

Al riguardo, Luca Pani parla di “mutazione genetica irreversibile” nel mondo della ricerca e dello sviluppo farmaceutico. “Il modello blockbuster classico – spiega il direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco sul primo numero di Forward – è del tutto superato” e siamo entrati in un’era nuova dove “si cerca di riconoscere e colpire specifici bersagli molecolari mentre la ricerca medica e farmacologica si concentra su biomarcatori in grado di prevedere la risposta terapeutica in sottogruppi di pazienti con specifici profili genetici. Questo approccio promette di migliorare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti limitandone gli effetti collaterali e risparmiando ai pazienti l’esposizione a farmaci che hanno scarse probabilità di successo o che possono rivelarsi addirittura pericolosi.”

Altro che contrapposizione, dunque, tra Medicina di precisione e EBM: al contrario, anche l’epidemiologia clinica sarà sollecitata dalla necessità di disegnare studi in grado di fornire maggiori informazioni, all’occorrenza liberandosi dalla “dittatura” dei trial controllati randomizzati. Ma vedremo nei prossimi anni se l’evoluzione della Medicina di precisione andrà effettivamente in questa direzione. Allo stato attuale, non possono non far riflettere le perplessità di chi teme – cifre alla mano – che i finanziamenti per la medicina personalizzata basata sulla caratterizzazione genetica possano realmente penalizzare le strategie di sanità pubblica.

“La rivoluzione in atto – è il parere di Ranieri Guerra, direttore del dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute – ci permetterà non solo di impostare ed eseguire terapie efficaci, proprio perché personalizzate, ma anche di risparmiare su terapie inutili o francamente sbagliate, liberando risorse e permettendoci di intervenire molto precocemente con azioni preventive individualizzate e altrettanto personalizzate, da affiancare ai grandi schemi collettivi già descritti.”

Il coordinamento scientifico del progetto è del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio (DEP) che ha visto in Forward un’opportunità per integrare la propria attività di comunicazione adottando una strategia del tutto innovativa: la novità principale di Forward è infatti nell’essere prima di tutto un progetto di ascolto sulle tematiche individuate: ogni argomento oggetto di analisi sarà prima approfondito attraverso le interviste strutturate con centinaia di medici, farmacisti, dirigenti sanitari e i risultati di questi sondaggi saranno condivisi sulla rivista e sul web.
 
Un ruolo fondamentale nell’ideazione culturale del programma lo avrà anche l’Advisory board nel quale figurano personalità di spicco come il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, il direttore della Programmazione sanitaria del Ministero della salute, Renato Botti, il subcommissario per i Piani di rientro del Ssr del Lazio, Giovanni Bissoni, il direttore della Asl Roma E, Angelo Tanese, e dello stesso Dipartimento di Epidemiologia, Marina Davoli.

Il progetto è un’interessante esperienza di partnership tra un’istituzione pubblica e aziende private che co-finanziano l’iniziativa: Il Pensiero Scientifico Editore, Abbvie, Amgen, Daichii-Sankyo, Gilead, GSK e Pfizer. Va a integrare la proposta formative di una rivista – Recenti Progressi in Medicina – che compie 70 anni proprio nel 2016. L’ispirazione viene dal grande Editor del BMJ, Richard Smith: "I still believe that a good journal can be a major asset to a medical community. It can move medicine forward, less through providing a clear direction of travel but more highlighting the deficiencies of the present and providing a hundred ideas on how to do better". Un progetto italiano, dunque, che guarda però ben oltre i confini nazionali.

Erica Sorelli
Il Pensiero Scientifico Editore Roma 

Erica Sorelli

11 Febbraio 2016

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